Risotto al Mojito_ table Tales personal chef

Fra poco sarà agosto anche per i personal chef, che sono praticamente forzati alle ferie visto che i milanesi e dintorni saranno fuori città. Non che non ami prendermi una pausa…è che non sono un grande programmatore anticipato di viaggi. La mia donna invece sì.

I miei primi due anni da personal chef mi aveva concesso il beneficio dell’organizzazione last minute; magari avrei lavorato, magari no, pensavo “Ma sì, vediamo all’ultimo per le vacanze, prendiamo la macchina e andiamo da qualche parte, la nostra Italia ha così tanto da offrire a portata di mano…”. Lei invece aveva già sentito tre consolati per i visti di Paesi a latitudini e longitudini non raggiungibili con la Volvo, recitava tariffe su Skyscanner, leggeva tre Lonely Planet diverse nel dubbio. Potete immaginare la sua delusione.

Adesso che la statistica ha dimostrato in quali periodi dell’anno è poco probabile che io lavori, ed agosto è uno di quelli, non ho scampo. A gennaio, biglietti prenotati per L’Havana. Quest’anno a Natale si è autoregalata la guida della Cambogia, partiamo a fine luglio e mi sembra di esserci già stato per quanto ne abbiamo parlato finora. Credo che anche la destinazione successiva sia già nell’aria, perché nella cronologia di YouTube ho trovato qualche video sul Wadi Rum e su Lima, e mi accorgo che è da un po’ che insiste sul provare un paio di ristoranti peruviani e israeliani. E’ che lei è furba, sa come ingolosirmi.

Le vacanze in formato Excel

La volta di Cuba mi aveva perfino preparato una PPT comprensiva di SWAT analysis, budget, chilometraggio e turni di guida, fotografie photoshoppate di lei in costume a Cayo Santa Maria e di me sempre con in mano un mojito. La cosa pazzesca è che poi, arrivati davvero a Cayo Santa Maria dopo avere percorso tre quarti dei chilometri programmati per la vacanza, lei si ammala. Febbre a 40 e placche in gola, quindi il medico locale le aveva consigliato paracetamolo, spray tipo quelli alla menta come il tantum verde, rum y limòn y agua y sel per disinfettare la gola. Ricordate la foto col mojito in mano? Ecco, tenete solo gli ingredienti. Due giorni a portarle riso in bianco in camera, che al terzo pasto aveva cominciato ad inghiottire il rhum degli sciacquetti al posto di sputarlo per non annoiarsi nella nostra bella camera vista mare. Ripensavo a questa storia l’altra sera mentre parlavamo del nostro prossimo volo ed io cercavo l’ispirazione per un risotto estivo: il mojito arriva, ma a volte non come te lo aspetti.

PREPARAZIONE

Dosi per 4 persone:
2 scalogni
280 gr di riso Carnaroli Riserva San Massimo
un bicchiere di rum scuro
2 lime
10 foglie di menta
una manciata di arachidi
100 grammi di parmigiano
2 noci di burro
Sedano carota e cipolla
Sale e pepe qb

In un pentolino preparare un soffritto con lo scalogno tritato a brunoise e un filo d’olio. Fare cuocere a fiamma dolce e aggiungere un goccio d’acqua se lo scalogno dovesse imbrunirsi. Tenere da parte.
In una casseruola tostare il riso a secco, senza aggiunta di grassi, a fiamma alta e sfumare con un bicchiere di rum. Portare a cottura aggiungendo un mestolo di brodo alla volta, finchè il riso risulta cotto, ma ancora al dente.
In fase di mantecatura aggiungere lo scalogno precedentemente cotto, 10 foglie di menta tagliate a julienne sottilissima, la scorza grattugiata di due lime, il parmigiano e il burro. Mantecare mescolando vigorosamente per incorporare aria e ottenere un riso all’onda. Aggiungere mezzo mestolo di brodo qualora necessario.
Impiattare su un piatto piano e completare il piatto con un’ulteriore grattata di scorza di lime e un trito di arachidi.

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