Anguria e gamberi rossi - chef a domicilio

I segreti di lavoro di uno chef a domicilio dovrebbero rimanersene in cucina, belli nascosti sotto i coperchi delle pentole. Ma io sono anche un uomo, e quando venni chiamato per cucinare ad un addio al nubilato, per la sposa e dodici sue amiche francesi arrivate dritte dritte da Parigi, ero molto molto gasato. Lo dissi anche ad un paio di miei amici, vantandomene un po’, ma dimenticandomi poi di raccontare loro come era andata a finire quella cena speciale. Come dicevo, i segreti di uno chef a domicilio dovrebbero starsene chiusi in cucina, ed infatti proprio una sera a cena uno dei miei amici mi chiese di raccontargli quella serata con la sposa, davanti a Sara – la mia fidanzata – a cui non avevo detto nulla.

Da qui partono due storie.

La mia storia è quella di un bravo ragazzo che calciava sotto il tavolo le caviglie del suo amico per chiedergli di inghiottirsi il boccone. Uno chef gentile e fedele alla sua donna, che non le aveva raccontato nulla per non farla ingelosire inutilmente e che ha occhi solo per lei. La storia di un uomo che sapeva che era finito nei guai, ma che stava cominciando a pensare di averla passata liscia perché Sara si era fatta una bella risata e aveva continuato la cena come se niente fosse.

La storia di Sara era invece quella di una ragazza che, da buona mezza siciliana, aveva deciso di non lavare i panni in pubblico mentre le montava la carogna. Nella testa di una donna – gelosa sì ma non troppo – il problema non era l’addio al nubilato in sé, ma il fatto che le fosse stato nascosto. Ed anche che lo chef avesse fatto il galletto con i suoi amici. Ed anche l’idea per cui “se ha nascosto una banalità come questa, chissà quanti altri segreti si tiene. Sicuramente sono anni che ha l’amante, forse anche due, forse nemmeno si chiama Luca Pizzocheri, io in fondo mica c’ero alla registrazione all’anagrafe…”.

Le due storie si reincontrano in macchina, quella sera, tornando a casa dopo cena.

Non potevo scappare. Avevo provato l’approccio toccandole il ginocchio come facevo sempre, facendo finta di scambiarlo con il cambio dell’auto e sperando in un sorriso; ma avevo ricevuto solo uno sguardo severo. Non mi restava che giocare d’anticipo, come solo un uomo con tante amiche può avere imparato a fare. Mi scusai non solo per averle nascosto l’addio al nubilato, ma soprattutto per averla paragonata ad altre pazze gelose là fuori che avrebbero messo il muso per mesi se avessero saputo della cena. E per prevenire ulteriori paranoie, che sapevo già stavano nascendo nella sua testa, le confessai in anticipo un altro paio di segretucci inutili, che sapevo le avrebbero potuto dare fastidio se li avesse scoperti. E, soprattutto, le promisi per il futuro solo gamberi rossi al posto di bugie bianche, e quella volta mela cavai alla fine con un anguria e ottanta euro al chilo per i crostacei.

PREPARAZIONE

Dosi per 2 persone
1 fetta di anguria
4 gamberi rossi di Mazara del Vallo o viola di Sanremo
3-4 foglie di nasturzio, abrotano e menta
una radice di zenzero
olio evo
sale qb

Per preparare l’olio allo zenzero sbucciare e tagliare a fettine 40 grammi di zenzero; lasciarlo in uinfusione per una settimana in un recipiente di vetro al buio con 500 ml di buon olio evo. Trascorsa una settimana filtrare l’olio per eliminare i pezzi di zenzero e congelarlo per almeno 48 ore per scongiurare ogni rischio di botulino.
Tagliare l’anguria e ricavarne due parallelepipedi della lunghezza delle code dei gamberi.
Adagiare due code di gambero crude su ciascun pezzo di ancuria, salare, spruzzare poco olio allo zenzero (utilizzare uno spruzzino).
Condire con qualche fogliolina di erbe spontanee selvatiche.

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